Indice delle Etimologie - Spiegazione

di Helge Fauskanger - traduzione di Gianluca Comastri

Le Etimologie in LR:347-400 (paginazione come nella prima edizione) sono la nostra principale fonte vocabolaria per i linguaggi Elfici. Il materiale è organizzato come un elenco alfabetico di circa sei o settecento radici primitive, sotto le quali sono elencati (alcuni de) i vocaboli che esse fornirono in linguaggi posteriori. Una voce decisamente tipica è così: "MINI- indipendente, distinto. Q mine uno; minya primo; minda preminente, cospicuo; mindo torre isolata. N min uno, minei (*miniia) singolo, distinto, unico; minnas torre, anche mindon (*minitaun, cfr. tunn [vedere TUN])". Qui abbiamo una radice primitiva, MINI, che presumibilmente fu inventata a Cuivénen, seguita da alcune delle sue discendenti in Q(uenya) e N(oldorin), leggi: Sindarin. Vi sono anche alcune forme arcaiche, miniia e minitaun, debitamente marcate con un asterisco in quanto esse sono "inattestate".

Le Etimologie ci forniscono una profusione di vocaboli, ma l'opera non fu mai intesa come un regolare dizionario Elfico. Se necessita il vocabolo Quenya per, diciamo, "nove", si dovranno scorrere circa trenta pagine prima di imbattersi finalmente nella voce corretta. O in quella adoperata nel caso. Siamo orgogliosi di presentare un (nell'intenzione) completo indice delle Etimologie, che elenca tutte le glosse inglesi [nel sito originale: ovviamente qui la glossa inglese è tradotta in italiano, N.d.T.] e tutti i nomi propri Elfici e la voce sotto cui possono essere trovati. Il ponderoso compito di indicizzare tutte le Etim è stato portato a compimento da Lisa Star (voci da KAL a NAS), David Salo (voci da NAT a STAB) e da me medesimo, Helge Fauskanger (voci da AB/ABAR a KAB e da STAG a YUR, più la cura editoriale finale). Se cercate "nove" in tale indice, troverete

nove (Q, S) NÉTER

Quindi ricercherete la voce NÉTER nella vostra copia di The Lost Road [cosa che gli italiani madrelingua non possono ancora fare - sic! N.d.T.] ed apprenderete che il vocabolo Quenya per 9 è nerte, o nertë in compitazione regolarizzata. Come indicato nella voce indice, il corrispondente termine Sindarin (neder) si trova pure qui. (e se non avete una copia di LR, procuratevene una! [rincariamo pure la dose... N.d.T.] Questo libro è assolutamente indispensabile se volete studiare i linguaggi di Tolkien con la minima pretesa di serietà.) Le glosse inglesi [così come quelle italiane della traduzione, N.d.T.] elencate in tale indice si riferiscono a vocaboli Elfici che sono usualmente, ma non necessariamente derivati dalla radice sotto cui sono menzionati.

È sempre saggio leggere l'intera voce nelle Etimologie per essere assolutamente sicuri di aver trovato il vocabolo che si vuole. Talvolta diversi termini col medesimo significato sono elencati sotto una radice, o la prima parola data può essere stata depennata e rimpiazzata da un'altra.

Le abbreviazioni utilizzate per identificare i varii linguaggi sono come segue - prevalentemente adottate direttamente da LR stesso:
[Per quanto mi riguarda, a differenza di quanto avvenuto negli altri articoli non ho ritenuto qui di modificare le abbreviazioni: le ho quindi lasciate come nella versione originale inglese, rendendone il senso in italiano - anche se confesso che "Obsoleto Sindarin" per OS mi fa rabbrividire; tuttavia, in tal modo i riferimenti rimangono validi universalmente, e non vi è discrepanza tra la fonte e la traduzione, N.d.T.]

A - Arcaico/Antico/Ancestrale/Asteriscato, usato a identificare le forme primitive elencate, come *minitaun nel primo esempio sopra. Tali forme sono usualmente, ma non sempre, asteriscate come "inattestate". Notare che l'abbreviazione A non appare effettivamente nel testo in LR. La maggior parte dei vocaboli "A" deve essere assunta come effettivamente PQ, o in alcuni casi con tutta possibilità Eld (vedere sotto), ma tali abbreviazioni sono raramente usate nelle Etimologie.
Dan - Daniano (Nandorin)
Dor - Doriathrin
Eld - Eldarin, presumibilmente Eldarin Comune, il comune antenato di tutte le lingue Eldarin (come opposto all'Avarin) - comprendente le due più rilevanti, Quenya e Sindarin.
Ilk - Ilkorin, il linguaggio degli Eldar che rimasero nel Beleriand mentre gli altri andavano per mare verso Aman. Gli Ilkorindi quindi corrispondono ai Sindar nella concezione finale di Tolkien, ed invero lo status del linguaggio Ilkorin nei miti maturi è incerto: il suo posto può essere stato usurpato da un altro linguaggio quando Tolkien volse il "Noldorin" nel Sindarin e trasferì tale linguaggio da Aman nella Terra di Mezzo (vedere S sotto).
L - "Lindarin", leggere: Vanyarin. (Tolkien originariamente intendeva Lindar come un nome del Primo Clan, ma posteriormente esso divenne un nome del Terzo Clan, i Teleri. In ogni caso, tale abbreviazione ricorre soltanto una volta, sotto ÑOL.)
OS - Obsoleto Sindarin, "ON" nel testo in LR (vedere S sotto) [negli altri articoli reso come "Antico Sindarin" o AS, N.d.T].
Oss - Ossiriandeb
PQ - Primitivo Quenya, l'originale linguaggio inventato dagli Elfi a Cuiviénen, l'antenato ultimo di tutte le lingue Elfiche (cfr. A sopra) [negli altri articoli reso come "Quenya Primordiale" o QP, N.d.T].
Q - Quenya, "Qenya".
R - Radicale con significato, una glossa applicata alla radice primitiva (l'intestazione della voce) stessa. Notare che l'abbreviazione R non appare effettivamente nel testo di LR.
S - Sindarin, Grigio-elfico. Nel testo in LR, è usata invece l'abbreviazione "N": negli anni trenta e quaranta, Tolkien era ancora appiccicato all'idea che il linguaggio a sonorità gallese nella sua mitologia fosse il Noldorin, il linguaggio che i Noldor svilupparono in Valinor (mentre il Quenya era la lingua del Primo Clan soltanto). Quand'ebbe completato SdA, Tolkien alla fine decise (o realizzò) che questo fosse invece il linguaggio degli Elfi Grigi nella Terra di Mezzo. In conformità con tale revisione adoperiamo l'abbreviazione S invece di N, e parimenti OS, Obsoleto Sindarin [sic! N.d.T.], ove il testo ha ON per "Obsoleto [Antico, N.d.T.] Noldorin".
T - Telerin

Talvolta il linguaggio a cui un termine appartiene non è esplicitamente identificato nelle Etimologie, e i nostri presupposti sono effettivamente contraddistinti da un interrogativo, e.g:

carne (Q?, S, Ilk) AP

I vocaboli aes ed ass sono identificati come (Noldorin >) Sindarin ed Ilkorin, rispettivamente, nella voce in questione - ma vi è anche un vocabolo apsa, e non è dichiarato a quale linguaggio tale vocabolo appartenga. Lo stile fonetico suggerisce fortemente che sia il Quenya. Usualmente, e specialmente nel caso del Quenya, tale interrogativo semplicemente indica che il linguaggio non è esplicitamente identificato in Etim stessa; vi sono di rado molti dubbi sul fatto che l'identificazione sia corretta. In alcuni casi, specialmente riguardanti nomi propri ove il linguaggio è identificato in una voce ma non in un'altra, l'interrogativo è accantonato.

Quando molte radici sono elencate sotto una glossa inglese [o italiana, in queste pagine, N.d.T.], l'editore talvolta (ma nient'affatto coerentemente) aggiunge due punti dopo le abbreviazioni per varii linguaggi, sperabilmente rendendo più facile vedere quali radici appartengono a quali linguaggi, e.g.:

rosso (R, A, Q, S) KARÁN, (Q, S:) GAY, (S:) NAR1, (R:) ROY2 , (A, S:) KUL, [GUL], (Ilk:) YAR

Nel caso di nomi Elfici, l'abbreviazione semplicemente identifica a quale linguaggio appartiene il nome; l'informazione etimologica circa il nome può trovarsi spesso ricercando la voce in questione, e.g.

Amon Ereb (S) ERE

Quando un nome della stessa persona o luogo in un altro linguaggio è dato anche sotto la voce in questione, l'abbreviazione per tale secondo linguaggio segue dopo un punto e virgola, e.g.

Aryante (Q; S) AR1

indicando che Aryante stesso è un nome Quenya, ma anche il corrispondente nome Sindarin Eriant può trovarsi sotto AR1. (Eriant, naturalmente, hala sua propria voce: "Eriant (S; Q) AR1".) Il nome nell'altro linguaggio è usualmente, ma non necessariamente un affine del nome alla voce.

Tolkien spesso adopera la dieresi (due punti come in Manwë) a chiarificare la pronuncia dei nomi Elfici per lettori di [madrelingua, N.d.T.] inglese, ma è stentoreo usarla pure nelle Etimologie, un'opera che non fu mai intesa per una più ampia circolazione. Per assicurare che le persone che usano la funzione di ricerca di Netscape trovino il vocabolo che stanno tentando di scovare sia che essi includano la dieresi che no, ho spesso (ma non del tutto coerentemente) elencato i nomi interessati due volte, e.g.

Este, Estë (Q) SED

In alcune circostanze, un nome o un vocabolo trovato nelle Etimologie fu successivamente depennato; spesso l'intera radice in questione fu rigettata. In tali casi, il vocabolo è posto tra parentesi nell'indice, e.g.

[grigio-azzurro] (A, Q, S) WIN/WIND

in quanto WIN/WIND fu successivamente depennata.

Talvolta una radice è posta tra parentesi, e.g.

ancora (Q) KHOP, [KOP]

Ciò significa che una forma valida per "ancora" può trovarsi sotto KHOP, e che vi è un altro termine per "ancora" sotto KOP, ma quest'ultimo termine non è valido in quanto esso o l'intera voce fu posteriormente rigettata da Tolkien (in tal caso KOP fu rimpiazzato da KHOP).

È difficile evitare errori ed omissioni in un'opera di tal fatta; prego di notificarmi (helge.fauskanger@nor.uib.no) se ne trovate [l'invito vale anche per il traduttore, N.d.T.]. Vi sono anche certe incongruenze dovute al semplice fatto che l'indicizzazione è stata fatta da tre differenti persone; per esempio, Lisa Star ed io non abbiamo creato voci separate per le forme arcaiche, "inattestate" dei nomi propri, ma David Salo l'ha fatto. Non ho preso in esame il fatto di cancellare le voci in questione meramente per rendere l'indice congruente in tale aspetto.

Concludendo: Etim è interamente affidabile? Etim data dalla seconda metà degli anni Trenta, venti anni prima che SdA fosse pubblicato, ed i linguaggi di Tolkien venivano continuamente a modificarsi ed evolversi. Ma per la maggior parte, delle Etimologie ci si può fidare. Poche discrepanze possono essere menzionare. Vi sono assai poche istanze di vocaboli Quenya aventi i genitivi in -(e)n, e.g. Ar Manwen "Giorno di Manwë" (LEP), ma scrivendo SdA, Tolkien modificò invece la desinenza in -o, mentre -n divenne la desinenza dativa. Le forme date in Etim sono ancora valide, ma in Quenya maturo esse sono dativi, non genitivi. Ove la primitiva radice ha AY, i discendenti "Noldorin" spesso hanno oe, ma in Sindarin maturo il primitivo AY produce invece ae. Cfr. la radice AY che dà il "Noldorin" oel "stagno" come in Oelinuial "Stagni del Crepuscolo", ma la versione pubblicata del Silmarillion ha invece Aelin-uial. In molti, ma non tutti i casi dovremmo anche leggere ai per il "Noldorin" ei; cfr. andeith "segno lungo" sotto TEK: l'Appendice E di SdA ha invece andaith.

L'ortografia è un altro problema. Nelle Etimologie, Tolkien compita ancora il Quenya [kw] come q invece di qu; invero il linguaggio stesso è denominato Qenya (sotto PAR). La singola q dovrebbe in ogni caso essere emendata in qu, secondo la compitazione che Tolkien usò in SdA e in tutte le fonti successive. Nelle Etimologie, Tolkien adopera anche k invece di c in vocaboli Quenya. Utilizzerei c come in SdA. Il punto importante è di essere coerenti, adoperando C o K dovunque, ed evitare di oscurare la relazione tra vocaboli simili come caima "letto" (solamente attestato in Etim sotto KAY, ed ivi compitato "kaima") e caita "giacere" (solamente attestato in Namárië in SdA, ed ivi compitato con una C).

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